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lunedì 7 novembre 2011

Mecum

Senza titolo

L’insicurezza di questi momenti muove sobbalzi, lacrimando per reprimere l’angoscia di quello che non è, per normalità. Desidèri costantemente una ragione a cui appoggiarti, per non cadere in basso ed essere calpestato da te stesso. È così che va il mondo, quando qualcosa può andare male, andrà sempre peggio


Il papavero rosso (20/05/11)

Lentamente appassisce, muore.
L’arida radura che ti nutre di odio, perdi purezza dal gambo.
Il coraggio che ti spinge a trasformarti in arte, in questo guasto panorama, la simmetria della tua perfezione, la spontaneità della tua fioritura.
E timidamente ti proteggi, senza riuscirci.


Inconsciamente amore (29/04/11)

[...]

L’amore è un concetto negativo, personale, è una riflessione a specchio di sé, è amare l’altro per come ci fa apparire. Amare è egoismo, è volersi fino in fondo, è volere, è piacere, è ricerca di felicità senza sentire il gravante peso della vita che schiaccia spingendo dalla nera cupola del cielo. È contemplarsi infinitamente nel finito, sprofondare senza mezzi termini, e accorgersene alla fine, quando la miccia è già esaurita. L’amore non esiste se non in forma autonoma, legata se non all’autocompiacimento e distante dalla condivisione di sentimenti, è violento, discrimina l’altro, lo stranisce, lo allontana, lo idealizza. Non illudiamoci di saperci condividere, di saperci donare, perché amore è pazzia, la folle perversione della mente che conosce se stesso e si desidera, amare è desiderio di se stessi, amare è consapevolezza di se. L’amore fa male, annienta, quando inconsciamente non riusciamo a raggiungere noi stessi, metabolizziamo il male, soffriamo e continuiamo a cercarci in qualcun altro, che riflette poco a poco qualcosa, ma non ci mostra del tutto. E così nuovamente moriamo e riviviamo d’amore.


Estenuantemente ( pigrizie casuali - 17/11/11)

[...]

La paura

Non ho mai creduto che piangere fosse una cosa comune. Si certo, tutti piangono, nel senso che tutti versano delle lacrime, prima o dopo. Chi per una delusione, chi perché ha vissuto una tragedia, ma anche chi è felice. Li avete mai visti piangere davvero?

Il delirio

Necessariamente qui. Il delirio segue la paura, che segue il normale svolgersi delle cose. Nel senso che si svolgono a cascata, come se fosse un gomitolo di lana. Ecco una metafora.

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