Questo treno è la metafora della nostra relazione. Un viaggio lungo, tu hai scelto di scendere due fermate fa, eccomi, sto ancora cercando la meta.
Aggrapparsi a un cubo d'aria per trovare il coraggio di affermare anche uno solo dei tuoi tanto attesi sospiri, cercarlo e ritrovarlo in uno stanco pomeriggio secco di metà luglio, quando ormai i nostri capelli si confondevano con le onde del mare, e i castelli di sabbia, costruiti sotto le onde, erano più forti di qualsiasi tornado che li avesse voluti trascinare via.
Ed è bastata una semplice pioggia per far crollare le colonne della nostra persona, a schiodare le viti che non si erano nemmeno arrugginite.
Era così leggero da soffocarti(?).

Nessun commento:
Posta un commento