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domenica 21 ottobre 2018

Malato immaginario

Tienimi la mano, 
passo dopo passo, 
anche sulle strisce pedonali, 
quelle di fronte alle bici parcheggiate
in Piazza Aldrovandi, a Bologna. 

Mostrami la forma che hanno i tetti dei palazzi
alle cinque e quaranta di sera, ogni autunno:
ma sii puntuale. 
Seduto su un marciapiede a San Vitale
dipingimi le guance del colore delle foglie, 
assaggia le mie labbra che hanno il gusto dolce della polpa dei cachi, 
trattienimi per i passanti della gonna verde che mi fascia i fianchi, 
morbidamente. 

Ritaglia il mio tempo come un cartamodello,
indossalo in inverno, come fosse un cappotto caldo ed elegante.
Fammi smagliare le calze sulle panche di legno a San Domenico:
dimmi che è ancora presto, troppo presto per ritornare a casa. 

martedì 9 ottobre 2018

Onde


Sento la tua mancanza,
a volte,
perseguitarmi.
Solo a volte,
si dispiega.

Come un dardo
taglia il foglio monocolore del cielo:
una ruga,
una riga che segna quel tempo che passa, 
senza essere scandito.

Si accartoccia, il mare,
si disfa.