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giovedì 24 novembre 2011

Ex nihilo


Bologna, 18.26.
Ti sto cercando.
È la fine, ma dopotutto ad ogni fine spetta un inizio.
                                                             
                                                         ***

Forse l’importante è non sentirsi mai bene, per cercare sempre una meta, per non assopirsi mai durante il viaggio.
Forse è così che sono destinata a vivere: con una dose di sonnifero che posso scegliere di bere quando ti amo, quando tocco, in punta di piedi, una parvenza di stabilità.

Allora solo rifiutando la mia parte più solida arriverò alla fine, attraverserò indifferentemente l’oceano che mi separa da me stessa e solo in quell’istante riuscirò a trovarmi da qualche parte.

O forse è come dicono tutti: prima o dopo, alla fine, ci arrivi anche tu.

È quando scegli di cambiare i suffissi che inizi a capire come vanno le cose, quando sei tu, non più gli altri.
Non esiste un libro della vita uguale per tutti, non è un dettato, lasciate quella penna e correte a cercarvi, a farvi male. Solo così si diventa aggregato di se stessi.

Sto vaneggiando.

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