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martedì 22 marzo 2011

Capitolo 10

Scivoli di seta.
Condiamo il nostro piacere con un po’ di whiskey, brucia la gola e ti lascia tacere.
Forse abbiamo solo bisogno di condividerci un poco, per giustificare chi siamo, ed è quando mi strappi qualcosa che capisci chi sono.
La notte è ancora giovane, il tuo profilo sottile che perfettamente si incastra sul bordo di quel cuscino bianco, come il vuoto che per un momento non ho sentito.
E sento una grande forza dentro, il cielo sta sera è nostro, ci sta allungando una mano e riusciamo a toccare l’infinito.
Rosa il candore della tua pelle di porcellana, stai dormendo.
Svegliati, svegliami.

lunedì 21 marzo 2011

"The end of laughter and soft lies, the end of nights we tried to die"

Incastriamoci le mani ancora per poco, è solo la fine di un universo.
Le vertigini che ti scendono dalla bocca.
Letti pieni di tristezza, le lenzuola reclamano il tuo profumo, o era forse un altro?
Questa è la fine, mio caro amico.
Premimi ancora contro questa porta, senza aprirla, senza mandarmi via.
Diventiamo signori delle nostre possibilità.
Prendiamo le armi, uccidiamo i momenti che non ci sono serviti a niente.
Abbassalo il sedile di quella macchina, ora non è più colpa tua se sul Jimi si è posata la polvere di dodici canzoni senza averle mai sentite dentro.
E vivo per sentirti morire quando sei mio, completamente.
Ti colano le speranze dal naso.
In questi cinquantatre secondi di nulla, ripetuti per tutte quelle volte che non ti ho amato.