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domenica 11 luglio 2010

Mi manchi.
Mi manca il modo in cui ci sei, in cui mi sai sorridere.
Mi manca quello che sei, quello che ora non riesco più a dimenticare.
Mi manca quello che ora mi fa arrabbiare, piangere, credere di essere da sola.
Sei tu che mi manchi, oggi, anche ieri, quando c'eri, anche domani quando pensarti sarà ancora più lontano, il momento in cui i ricordi non faranno più male.
Davvero lo credi?
La memoria è davvero mia?
Se solo potessi cancellare quello che tu sei ora, o eri ieri.
Se solo potessi farti scappare dai miei tormenti.
Se solo potessi uccidere il tuo ricordo.
Se ne fossi capace.
Farei in modo di rincontrarti, ti stringerei la mano, e non la lascerei più.
Mi manchi.
Ora che piovono pensieri vuoti, non respiro aria pulita.
Soffoco.
E tu sorridi. Forse non t’importa. Forse te ne sei scordata.

giovedì 8 luglio 2010

Ex-

La giornata tipo scade su un bicchiere mezzo vuoto liscio di liquore, il lieto fine si consuma sul bordo di cristallo che si spezza per la troppa violenza, abuso di potere su oggetto inanimato.
Stato vegetativo, inerme, insensibile, impalpabile, impercettibile, fine.
Provo la dolcezza di un antisettico, banale, romantico, cresciuto, consumato, abusato, violentato, perso, ferito, esausto.
Come la preda che cade nel vortice senza poi, socchiude la palpebra e aspetta la morte, silenziosa.
L'angoscia lotta con la fine, squarta l'ultimo pezzo di seta e lo contamina.
E' forse la fine di una notte soleggiata?
Qui continuano a piovere acidi.
Bucano la pelle come sale su lumache, urli psichedelici, pezzi bianchi per pezzi verdi.
L'inchiostro sta colando dal basso all'alto, la cornice si è chiusa.
Manca aria.
Cerco di afferrare il vuoto con graffi sanguinanti.
Annego.

Capitolo 1

Play.
Ubi sunt?
Vengo immediatamente violentato dall’effetto antisettico di un rozzo brano post-punk anni 60.
Nausea. Piacere. Assuefazione.
L’auricolare picchia sul mio timpano, si incarna in battiti.
Voglio provare ad annullare la mia vita.
Ho scelto di scegliere, ho scelto di sbagliare.
Pause.
Ubi sunt?
È talmente banale credere in qualcosa, irrimediabilmente patetico.
Io ho smesso di credere, ho smesso di dare spiegazioni.
Ho provato a controllare la mia sopravvivenza, poi ho iniziato a capire che non serve illudersi: quando qualcosa brucia, brucia e basta. E quando è cenere nessuno sa che cosa è stato, può solo immaginare un libro, una bambola, un cassetto di vecchi ricordi.
Ho scagliato la prima pietra addosso al mio peccato.
E dov’è il tuo Dio Buono,cristiano? Si è nascosto? È andato a raccogliere i sassi che ha lanciato nel lago, in una valle di lacrime?
Certo,ci ha creato e poi ci ha lasciato li, nella grande fattoria del mondo, tutti marchiati dall’originalità. Tutti uguali. Tutti peccatori.
Ho smesso di combattere il tuo Dio Buono e la mia ragione quando ho scoperto il vizio chimico.
La mia madre, la mia sorella, la mia moglie.
La mia mente vagheggia in un’ombra di delitti psichedelici, colori fumanti, effetti e moti.
Che spreco.
Pezzi verdi, per pezzi bianchi.
Rewind.
In questa direzione crescono solo spine. È iniziato l’inverno, ma non sento il freddo.
La stazione ferroviaria puzza di muffa, ma i pinguini in cravatta non ci fanno caso; quando la tua carta da parati è in tinta con il copridivano del salotto, tutto il resto non conta.
GENTLEMEN.
Puah. Il pavimento squallido della toilette pubblica aumenta solo la voglia di assecondare il mio stomaco, ma oggi non mi importa.
Simmetrica, umida, lercia. Ci sono perdite dai muri verdi e sudici, il lavabo è minuscolo, lo specchio è imbrattato, forse riflettono meglio le piastrelle del pavimento.
Vuoto.
Vorrei essere nato in un’isola deserta, di quelle con gli alberi di noci di cocco. Mi sarei costruito un grande veliero e avrei solcato le onde dell’Oceano e allora sarei diventato padrone della mia vita.
Credi davvero che qualcuno si ricorderà di te e ti farà svolazzare tra le nuvole?
Via dalla grande fogna e dai suoi mali. Dove un uomo può diventare il suo istinto.
Credi davvero di avere un’anima?
Oggi non ho bisogno di Dio, ne della tua compassione.
Non necessito di ragioni.
Ora ho solo bisogno dell’eroina.