Come dadi, rotolano sull’incavo tra le clavicole
le pietre che porto al collo
per non riflettere, girano.
Con le finestre aperte,
in attesa che entri vento e si porti via il calore.
Passa l’aria, ma coi doppi vetri non esce niente.
Lascio aperto: se domattina vorrai entrare
anche se sono qui, distante.
(13/10/2023)