Poema in cinque parti
(Parte prima e previa senza ordine di tipo grafico, logico e cronologico)
Trascino stanca il crespo corpo
che
Comporto: ridere di me. Biasimo
Chiunque voglia prendersi la foce
Del mio malvestito ego corroso.
Volente ritirarsi da esso, sé,
odora di muffiti propositi:
stenta a sentirsi parte di uno.
Mi sopprimo un poco per giorno,
pregando di evaporare, senza
ritegno, per diffondere
nell’aria.
Tu, cercandomi, torturi stupide
Mappe di nazioni che non conosci;
seda le tue paranoie togliendo
dalla castra nuca i sordi occhi.
Sola et penosa. Mi pento di non
Essermi presa cura delle carie
Che mi seducono, affogandoti.
Guarda come ci osservano! Siamo
Palpeggiate come bestie in fiera!
Come godono dei nostri pallidi,
Religiosi incarnati biancastri!
E tutte ansanti, in girotondo
con permalose danze mi sentono
Vicina a sé, senza accorgersi che
Il loro putrido alito puzza
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