E' il mare quello che abbiamo visto per la prima volta, la svolta del dolore.
Era l'abitudine che mi spingeva sotto, era l'indifferenza che mi trascinava sul fondo, la collera che mi soffocava.
E' ieri che con i piediscalzi sono riuscita a vederlo dalla riva il mare, pian, piano mangiandosi il bagnasciuga, senza riuscire a bagnarmi.
non riesco a capirti: come potevi vedere gli scogli da così lontano? Ti ci potevi aggrappare, salvarti, ma non era tua intenzione riappropriarti della vita. Così ti ci ha trascinato la marea.
Perdi sangue, dal tuo sorriso,falso sorriso,scendono bave di putrido sangue rosso, ti corrode dentro, la milza che ti mangia.
Ti implorano, ti chiedono di fermarti, sfiori le arterie, bucandole.
Sgorga lento ormai, raggiunge le tue ginocchia.
Chiedi, respira. Lo senti? E' il profumo della morte.
05.06.11
Questa vita è troppo breve per serbare rancori, per tenersi tutto dentro, per morire con il cuore pieno.
E' alla persona mai morta che dedico un paio di righe, per le lacrime che non ho versato, quelle che troppo tristi non riescono a scendere.
Il tempo è una scatola che non puoi aprire, non puoi riordinare, cerchi di bucherellare pareti di cemento che non crollano.
Sono quei giorni che non tornano più, che solo io, ora, tengo qui dentro, che non voglio cancellare, che non posso dimenticare, per non smarrirti in un oceano di strette, vuote paranoie.
E' la puntina che non toccherà più quel disco, è quella musica che non suonerà più.
Oggi è freddo, anestetizzato, buio.
Non è la speranza che manca, è la vita.
09.06.11
Diari di ubriachezze
E' la pressione che ti schiaccia, è la voglia di saltare nel vuoto. Il fallimento, l'incapacità di agire di fronte alle palesi occasioni.
Manca il fiato su questa terra ferma, è l'oceano che non sento che mi corrode lentamente le ossa.
Non esistere, morire, dormire, morire.
11.06.11 (?)
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