La giornata tipo scade su un bicchiere mezzo vuoto liscio di liquore, il lieto fine si consuma sul bordo di cristallo che si spezza per la troppa violenza, abuso di potere su oggetto inanimato.
Stato vegetativo, inerme, insensibile, impalpabile, impercettibile, fine.
Provo la dolcezza di un antisettico, banale, romantico, cresciuto, consumato, abusato, violentato, perso, ferito, esausto.
Come la preda che cade nel vortice senza poi, socchiude la palpebra e aspetta la morte, silenziosa.
L'angoscia lotta con la fine, squarta l'ultimo pezzo di seta e lo contamina.
E' forse la fine di una notte soleggiata?
Qui continuano a piovere acidi.
Bucano la pelle come sale su lumache, urli psichedelici, pezzi bianchi per pezzi verdi.
L'inchiostro sta colando dal basso all'alto, la cornice si è chiusa.
Manca aria.
Cerco di afferrare il vuoto con graffi sanguinanti.
Annego.
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