About

giovedì 8 luglio 2010

Capitolo 1

Play.
Ubi sunt?
Vengo immediatamente violentato dall’effetto antisettico di un rozzo brano post-punk anni 60.
Nausea. Piacere. Assuefazione.
L’auricolare picchia sul mio timpano, si incarna in battiti.
Voglio provare ad annullare la mia vita.
Ho scelto di scegliere, ho scelto di sbagliare.
Pause.
Ubi sunt?
È talmente banale credere in qualcosa, irrimediabilmente patetico.
Io ho smesso di credere, ho smesso di dare spiegazioni.
Ho provato a controllare la mia sopravvivenza, poi ho iniziato a capire che non serve illudersi: quando qualcosa brucia, brucia e basta. E quando è cenere nessuno sa che cosa è stato, può solo immaginare un libro, una bambola, un cassetto di vecchi ricordi.
Ho scagliato la prima pietra addosso al mio peccato.
E dov’è il tuo Dio Buono,cristiano? Si è nascosto? È andato a raccogliere i sassi che ha lanciato nel lago, in una valle di lacrime?
Certo,ci ha creato e poi ci ha lasciato li, nella grande fattoria del mondo, tutti marchiati dall’originalità. Tutti uguali. Tutti peccatori.
Ho smesso di combattere il tuo Dio Buono e la mia ragione quando ho scoperto il vizio chimico.
La mia madre, la mia sorella, la mia moglie.
La mia mente vagheggia in un’ombra di delitti psichedelici, colori fumanti, effetti e moti.
Che spreco.
Pezzi verdi, per pezzi bianchi.
Rewind.
In questa direzione crescono solo spine. È iniziato l’inverno, ma non sento il freddo.
La stazione ferroviaria puzza di muffa, ma i pinguini in cravatta non ci fanno caso; quando la tua carta da parati è in tinta con il copridivano del salotto, tutto il resto non conta.
GENTLEMEN.
Puah. Il pavimento squallido della toilette pubblica aumenta solo la voglia di assecondare il mio stomaco, ma oggi non mi importa.
Simmetrica, umida, lercia. Ci sono perdite dai muri verdi e sudici, il lavabo è minuscolo, lo specchio è imbrattato, forse riflettono meglio le piastrelle del pavimento.
Vuoto.
Vorrei essere nato in un’isola deserta, di quelle con gli alberi di noci di cocco. Mi sarei costruito un grande veliero e avrei solcato le onde dell’Oceano e allora sarei diventato padrone della mia vita.
Credi davvero che qualcuno si ricorderà di te e ti farà svolazzare tra le nuvole?
Via dalla grande fogna e dai suoi mali. Dove un uomo può diventare il suo istinto.
Credi davvero di avere un’anima?
Oggi non ho bisogno di Dio, ne della tua compassione.
Non necessito di ragioni.
Ora ho solo bisogno dell’eroina.

Nessun commento:

Posta un commento