Chissà perché cinque anni dopo
riascolto gli stessi brani che mi hai costretto a sentire a Grado, quando anche
se era febbraio sentivo caldo e ora che è maggio è tornato il freddo, come se
fosse inverno. Ora, però, mi piacciono.
Penso che mi manchi. Credo sia proprio tu a mancarmi, non l’idea che avevo di te, o la nostra relazione. Credo sia tu a mancarmi.
“Mi sento come il soffitto di una chiesa bombardata”.
Se fossi qui, magari ti direi: lo sai, ascolto i Massimo Volume.
Nessun commento:
Posta un commento